"Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione."
(Ennio Flaiano, 1970)


Caro diario...

mercoledì 25 aprile 2018

Buon 25 Aprile, festa della Liberazione. Oh, a proposito: Sapevate che solo in Italia ci sono quasi 120 basi NATO e varie installazioni militari USA?


“Il Pentagono ha speso negli ultimi due decenni centinaia di milioni di dollari in basi militari in Italia, rendendo quel paese un centro sempre più importante per la potenza dell’esercito Us“Il Pentagono ha speso negli ultimi due decenni centinaia di milioni di dollari in basi militari in Italia, rendendo quel paese un centro sempre più importante per la potenza dell’esercito Usa. Trasformando la penisola italiana in una rampa di lancio per le guerre di oggi e domani, in Africa, nel Medio Oriente e oltre”. Esordisce così un’inchiesta che David Vine (Docente universitario, opinionista sui maggiori quotidiani, sulle basi militari Usa all’estero sta scrivendo un libro), ha pubblicato su Tom Dispatch, sito di approfondimento collegato alla nota rivista liberal/progressista The Nation.

Le truppe basate in Italia hanno un accesso diretto alle acque internazionali e allo spazio aereo del Mediterraneo. Ciò permette di dispiegarle rapidamente via mare o via aria. Spostare la 173ma Brigata Aerotrasportata (di stanza in Germania) al Dal Molin ‘posiziona strategicamente l’unità a sud delle Alpi con un pronto accesso allo spazio aereo internazionale in vista di un veloce dispiegamento e di operazioni forzate di rapido rientro’, ha spiegato al Congresso Usa l’Assistente Segretario all’Esercito Keith Estin nel 2006”.  
Come mi ha detto lo stesso funzionario di cui sopra, “Al di là della location i funzionari Usa  amano l’Italia perché ‘è un paese che offre una flessibilità operativa sufficiente’. In altre parole – spiega il prof Vine – dà la libertà di fare quel si vuole con minime restrizioni e battibecchi”.
“Sebbene non sia certo una delle nazioni più deboli nel mondo, l’Italia è il secondo paese più indebitato in Europa e il suo potere economico e politico impallidisce in confronto con quello della Germania. Non stupisce quindi che, come l’ufficiale del Pentagono in Italia mi ha sottolineato, l’accordo sullo status delle forze stretto con la Germania sia lungo e dettagliato mentre quello con l’Italia resta quello (ancora classificato) firmato nel 1954 come Bilateral Infrastructure Agreement.  I tedeschi poi tendono ad essere più rigidi quando si tratta di applicare delle regole, mentre gli italiani sono ‘più interpretativi’"

“Le nostre (degli Usa) basi in Italia renderanno più semplice perseguire nuove guerre e interventi militari in conflitti di cui sappiamo poco, dall’Africa al Medio Oriente.  A meno che non ci interroghiamo sul perché abbiamo ancora basi in Italia  e in dozzine di altri paesi nel mondo – come un numero crescente di politici, giornalisti e altri stanno facendo, il che è incoraggiante – quelle basi contribuiranno a condurci , in nome della ‘sicurezza’ americana, su un sentiero di violenza perpetua, di guerra perpetua e di perpetua insicurezza.”

Fonte: http://www.lastampa.it/2013/10/22/blogs/underblog/basi-usa-in-italia-perch-sempre-pi-strategiche-inchiesta-americana-eQfsKK3rpXgVHh5QsaMo0K/pagina.html
Elenco basi e installazioni militari USA in Italia: kelebekler.com/occ/busa.htm

martedì 27 marzo 2018

Maleducati, arroganti, strafottenti. Non hanno rispetto per gli adulti, il cui unico scopo è soddisfare ogni loro capriccio. Il disagio di una maestra di scuola elementare


"Gentile direttore, sono un’insegnante, e più il tempo passa e più mi rendo conto che tutto nella scuola sta impazzendo. Docenti con trenta o più anni di servizio si dichiarano impotenti di fronte ad una prima elementare.
Cosa accade? Nulla: bambini di sei anni che picchiano e insultano le maestre facendo ciò che più gli aggrada, perchè così sono stati “educati”, altri di sette che buttano le insegnanti dalle scale. Quelli più grandi non hanno ragione di rispettarti (E perché dovrebbero?), anche perché non vedono per quali motivi gli adulti meritino rispetto.

Ricordo una mia collega allucinata (Erano altri tempi): Un bambino in classe sua saltava sopra ai banchi, lei aveva detto alla madre: “A casa sua non si metterà certo a saltare dal tavolo al divano!”. L’altra le aveva risposto semplicemente “Sì”. Un’altra maestra ha mostrato ad una madre un disegno del figlio che rappresentava il genitore con la testa scoppiata, il bambino dall’altro lato imbracciava un grande fucile. Lei si è messa a ridere. Tutto realmente accaduto nella mia scuola, e ci tengo a precisare che non è una cosidetta scuola “di frontiera”, ha un’ utenza socialmente eterogenea, e la presenza di bambini stranieri al trenta per cento circa. Paese dei dintorni di Milano.
Molti genitori parcheggiano a scuola i bambini mandandoli con la febbre a quaranta, o dopo una notte passata in Pronto Soccorso, li scarozzano da un’attività all’altra perché i piccoli hanno bisogno di socialità e sport, organizzano feste con cento invitati in agriturismo per l’ottavo compleanno, ma di loro si curano pochissimo.
A volte i genitori mentono sui menage familiari, o negano strenuamente che il loro cucciolo abbia un qualsiasi problema, e spergiurano che andranno dove noi suggeriamo, o per mari e per monti pur di cercare aiuto medico, economico o psicologico, e poi restano fermi e i bambini stanno sempre peggio.

Stranieri ed italiani in media sono uguali in materia di accudimento dei figli, a volte però alcune famiglie immigrate vengono da realtà dove l’istruzione e l’autorità contano ancora, ed educano tuttora i figli facendoli studiare, vogliono che abbiano successo, anche se poi alcuni bambini vedono che l’insegnante qui non usa la bacchetta, e si accodano all’andazzo. Fra l’altro, giorni fa, il mio alunno Musulmano, a dispetto di tutte le menate inclusive, ha dichiarato in classe: “Oggi è San Giuseppe!”
Ai genitori comunque, delle note disciplinari, non interessa, gli stessi ragazzi contestano in modo arrogante le tue decisioni. Facciamo le psicologhe, le bidelle, gli assistenti sociali, infermiere, medici, confessori, esperte nella mediazione ecc. Quasi nessuno che conosca si limita a fare il proprio orario, rimaniamo a scuola finché serve, poi a casa a programmare, correggere, fare verbali, moduli, corsi e altro.
In questo contesto a chi interessano la storia, l’italiano, la matematica o persino l’arte e la musica? Perché un bambino dovrebbe imparare? La scuola per molti di loro è un carcere con regole assurde dove imparano qualcosa di totalmente estraneo al loro mondo.

Alcune maestre prendono psicofarmaci, quasi tutte sono stressate, con classi da ventisei alunni in media di cui più della metà sono a diverso titolo problematici, si cerca di “fare miracoli”, e per i bambini che non hanno troppi problemi c’è poco tempo e poca attenzione, e si “sballano” a loro volta. Le colleghe più anziane non reggono e finiscono in malattia, una mi ha confidato di essere stata ripresa perché una bambina è scappata dalla classe e lei non è riuscita a correrle dietro, eppure l’età pensionabile è stata alzata"

Continua a leggere su: https://www.maurizioblondet.it/lettera-maestra-vedo-la-dissoluzione-nei-bambini/

giovedì 8 marzo 2018

Se in oriente le donne sono schiave degli uomini, in occidente le donne sono schiave del sesso. Giornata Internazionale, ma di quali donne?


Ogni festa delle donne è solito ricordare le donne dei paesi Musulmani che sono molto meno fortunate di noi. La loro condizione la conosciamo tutti: Abusate, picchiate, schiavizzate, tolte dalla scuola elelementare e costrette a sposare uomini di 20, 30 anni più vecchi. Tutti ne parlano, ma in quanto ad agire, fare qualcosa, fondamentalmente, a nessun paese occidentale gliene frega una mazza.
Diversa storia in Occidente: Qui la rivoluzione sessuale, il femminismo, ci ha reso delle donne libere. Ci vestiamo come vogliamo, scopiamo con chi vogliamo, possiamo scegliere se sposarci, con chi sposarci, possiamo avere figli a qualsiasi età, o abortire bambini come e quando ci pare.
Siamo libere insomma.
Ma siamo davvero così "libere" come crediamo?

Thérèse Hargot è una terapeuta e insegnante Belga laureata in filosofia e un master in scienze sociali alla Sorbona. Ha scritto un libro: Une jeunesse sexuellement libérée (ou presque), una gioventù sessualmente liberata (o quasi). È fermamente convinta che la rivoluzione sessuale abbia apportato una liberazione senza libertà, sicché, in luogo di renderci più liberi, ci ha fatti transitare da una obbedienza all’altra.
In particolare la cosiddetta «liberazione sessuale» ha asservito il corpo della donna. È forte la sua critica al sesso tecnicizzato, ridotto alla combinazione meccanica dei corpi. Siamo semplicemente passati dal dovere di procreare a quello di godere. Dal «Non bisogna fare sesso prima del matrimonio» al "Bisogna fare sesso il prima possibile». Una volta la norma era dettata da un’istituzione, principalmente religiosa, oggi è dettata dall’ industria pornografica. Non si esce dagli stereotipi: «L’uomo dev’ essere performante nel suo successo sessuale, la donna nei canoni estetici».

Come sessuologa, Thérèse lavora a stretto contatto con gli studenti liceali, in un’età della vita particolarmente esposta all’immaginario diffuso dall’industria pornografica: A 13 anni ci sono ragazzine che mi domandano cosa ne penso delle cose a tre. Più in generale, al di là dei siti pornografici, possiamo parlare di una «cultura porno» presente nei videoclip, nei reality, nella musica, nella pubblicità, ecc.»
La sedicente «liberazione sessuale», si legge nel suo libro, sembra non ridursi ad altro che a questo: «Essere sessualmente liberi, nel ventunesimo secolo, vuol dire avere il diritto di fare del sesso orale a 14 anni. La promessa «Il mio corpo mi appartiene» si è trasformata in "Il mio corpo è disponibile». Il femminismo ha destabilizzato gli uomini, che ristabiliscono il dominio nell’intimità sessuale. Il successo del revenge-porn e di Cinquanta sfumature di grigio sono lì a testimoniarlo»

Fonte: costanzamiriano.com/2016/07/18/therese-hargot-la-nuova-schiavitu-della-rivoluzione-sessuale

martedì 6 marzo 2018

Si chiama IAD, Internet addiction disorder. Come combattere la dipendenza da social e smartphone, e come evitare di trasmetterla ai figli


Sono analista di sistemi, e fino alla fin degli anni Novanta era un lavoro piuttosto noioso. Con l’avvento di Internet le cose hanno iniziato a cambiare, ma alla fine del 2010 eravamo già pienamente consapevoli del fatto che la rete, Internet, i social, non era tutto così meraviglioso, e che c’era sicuramente una gran quantità di svantaggi: Stavamo diventando dipendenti da quello che era progettato come reti di interazione e di incontro.
La preoccupazione per questa dipendenza è tale che molti dei pionieri di queste tecnologie si sono dedicati a fondare un “Centro per l’Umanizzazione della Tecnologia”, da dove lanciano un manifesto che avverte dei pericoli che loro stessi hanno contribuito a creare: “Snapchat trasforma le nostre conversazioni in righine. I bambini ora misurano in questo modo la loro amicizia. Instagram glorifica la vita perfetta, erodendo l’autostima. Facebook ci segrega tra camere d’eco, frammentando le comunità. YouTube emette automaticamente un video dietro l’altro, anche se mangiate o dormite. Non sono prodotti neutrali. Sono progettati per creare dipendenza”.
E se qualcosa crea dipendenza tra gli adulti, cosa farà nella mente dei bambini?

1. Iniziamo dando il buon esempio
Eliminiamo i cellulari e gli schermi (tutti) dalla tavola familiare. Rendiamo la tavola un luogo di incontro, di dialogo, in cui i figli si sentano ascoltati e compresi. Se si spengono cellulari e schermi durante i pasti molto meglio, perché così scompare lo stimolo uditivo, e allora non avremo l’impulso di finire per andare a vedere cosa ci siamo persi nel mondo nell’ultima ora.

2. Offriamo un periodo di astinenza dagli schermi
Nessuno dà ciò che non ha. E se sono dipendente da Internet, difficilmente potrò educare i miei figli a non esserlo. Cerchiamo per un periodo di tempo di eliminare dai nostri dispositivi quelle applicazioni che ci rendono dipendenti. Possiamo offrire questi piccoli sacrifici per l’educazione dei nostri figli.

3. Promuovere abitudini sane
Per i nostri figli non c’è miglior giocattolo dei genitori. Se diventiamo i loro compagni di avventura non avranno bisogno degli schermi, non saranno prede facili di quelle “reti” create con l’obiettivo esplicito di intrappolarli. Leggiamo loro dei racconti per farli addormentare. Andiamo ai musei, in campagna, in un bosco. Scaliamo una montagna. Giochiamo a calcio, o a softball o a qualsiasi altro sport ci piaccia. Ogni momento trascorso insieme a loro li arricchisce profondamente, e conosceranno molti modi di intrattenimento fuori dagli schermi.

4. Riprendere il controllo della nostra vita
Possiamo riprendere il controllo della nostra vita seguendo le raccomandazioni di coloro che hanno creato le applicazioni che ci intrappolano:
- Eliminiamo notifiche, tranne di persone: Le notifiche appaiono in rosso perché è un colore accattivamente, che cattura la nostra attezione, ma molte notifiche sono generate da macchine, non da persone. Fanno vibrare continuamente i nostri telefoni per attirarci verso applicazioni di cui non abbiamo veramente bisogno. Eliminiamo tutte le notifiche tranne quelle di applicazioni che usa la gente, come WeChat, Whatsapp, Facebook Messenger, Signal, Telegram...
- Mantenete lo schermo iniziale solo con gli strumenti: Aprite le applicazioni senza pensarci solo perché è la prima cosa che vedete quando accendete il cellulare? Togliete dallo schermo iniziale tutte le applicazioni “tentatrici”, e lasciate solo quelle per lavorare, come Mappe, Calendario, Note...
- Lanciate altre applicazioni digitando: Questo vi darà il tempo per pensare “Ne ho davvero bisogno in questo momento?” Tenete il cellulare lontano dal letto: Comprate una sveglia e mettete il cellulare spento fuori dalla stanza. In questo modo eviterete di guardarlo ancor prima di alzarvi dal letto.
- Immergetevi nella sindrome di astinenza: È difficile, ma molto efficace. Eliminate dal vostro cellulare tutte le applicazioni che vi fanno perdere tempo, e controllatele solo al computer. Nota: potete eliminare l’applicazione di Facebook e mantenere alcune caratteristiche specifiche, come Local o Messenger.
- Inviate note vocali o chiamate anziché inviare messaggi di testo: Gli studi hanno dimostrato che i messaggi di testo possono essere fraintesi, anche se vengono dal coniuge. Inviate allora note vocali, o chiamate direttamente per far sì che i vostri messaggi siano compresi e interpretati adeguatamente.
- Pregate: Naturalmente questo punto l’ho aggiunto io, ma ci sono ottime applicazioni per pregare. Il cellulare ha anche cose eccellenti, e bisogna approfittarne. Le applicazioni per pregare sono tra queste.

it.aleteia.org/2018/03/07/il-miglior-video-per-comprendere-gli-effetti-degli-schermi-sui-bambini-e-non-solo

venerdì 2 marzo 2018

Non credo più al valore degli oscar, ormai li danno a cani e porci. Gli oscar ormai o sono tutti alla carriera, o politicamente corretti


Non guarderò gli Oscar stanotte. Sono anni ormai che non credo più nel valore degli oscar. Li danno ormai a cani e porci, e per film che fanno CAGARE. Sono ormai anni che gli oscar vengono dati alla carriera, ad attori che interpretano personaggi particolari con problemi e/o disabilità fisiche/ psichiche, o politicamente corretti, come agli attori di colore.
Vi faccio degli esempi:

2016: Oscar a Leonardo Di Caprio per The revenant, lunghissimo, noiosissimo e non mi ricordo di cosa parla. Oscar alla carriera
2015: Oscar a Eddie Redmayne per la Teoria del Tutto, dove interpreta Stephen Hawking, affetto da Sla e Atrofia muscolare. Politicamente corretto
2014: Oscar a Matthew McConaughey per Dallas Buyers Club, dove interpretava un malato di Aids. Ancora Politicamente corretto
2014: Oscar a Jared Jeto sempre per Dallas Buyers Club, dove interpreta un travestito. CAZZO, MA QUALCUNO DI VOI HA MAI VISTO REQUIEM FOR A DREAM o Mr Nobody??? Oscar alla carriera
2011: Oscar a Colin Firth per il Discorso del Re. Evito di nominare tutti i film per cui Colin si sarebbe meritato un oscar. Altro Oscar alla carriera

E vogliamo parlare di 12 anni schiavo? Gravity di Alfonso Cuaron? Birdman??? La Grande Bellezza di Sorrentino??? MA CHE PALLE QUEI FILM! NON SONO PIACIUTI A NESSUNO! MA OSCAR COSA???
Attori DA OSCAR, ma che non hanno mai vinto un oscar in vita loro:
Sir Ian McKellen
Keira Knightley
Johnny Depp
Harrison Ford
Jim Carrey
Eddie Murphy
John Travolta
Michelle Pfeiffer
Richard Gere
Sidney Poitier
Tom Cruise
Glenn Close
Matthew Broderick
Kevin Bacon
Sigourney Wever
Gary Oldman
Liam Neeson
Will Smith
Mark Wahlberg
Naomi Watts
Meg Ryan
Mia Farrow
Ralph Fiennes
Brad Pitt
Bruce Willis
Ewan Macgregor
Robert Downey Jr
John Cusack
Micheal Keaton
Samuel L. Jackson
Joaquin Phoenix
Robert Redford
Bill Murray
Steve Martin
Hugh Grant
Isabella Rossellini
Donald Sutherland... e potrei continuare all'infinito