"Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione."
(Ennio Flaiano, 1970)


Caro diario...

lunedì 20 novembre 2017

Diario delle discriminazioni: Tutte le Italiane col velo che vengono trattate da terroriste dagli Italiani a casa che guardano la televisione


Yasmeen ha 20 anni e frequenta il Dipartimento di infermieristica, sta seguendo un tirocinio presso un ambulatorio e fa qualche visita domiciliare: "La settimana scorsa mi sono presentata in divisa e con il mio velo a casa di una paziente, ho sorriso, ma non ho fatto in tempo a dire "Buongiorno" che la signora ha iniziato a urlare e a umiliarmi solo perché indossavo il velo. Mi ha giudicato senza darmi il tempo di entrare in casa e di fare il mio lavoro. Sono riuscita solo a dirle: "Sono italiana come lei, sono nata e cresciuta qui, che male c'è se sono musulmana?". È stato uno shock. La signora mi ha vietato di ripresentarmi"

Haifa racconta invece di quella volta che, mentre la mamma velata entrava in banca, la cassiera sbottava: "Oddio, una terrorista"

Raya, alle medie la chiamavano la "figlia di Bin Laden" e un compagno le strappò l'hijab dalla testa davanti a tutta la classe. Non solo. Ci fù una volta in cui "Ero in comune a fare la fila, ero incinta e un signore mi chiese se il bambino in pancia portasse anche delle bombe"

Inas, a un colloquio di lavoro il titolare le disse: "Assumere una ragazza con il velo alla reception non va bene perché non offre una buona immagine ai clienti. Te lo dovresti togliere, sai?"

Faatina, salendo su un aereo per un volo Oslo-Milano si sedette insieme al marito e al figlio dietro a due ragazzi, che cominciarono subito a messaggiarsi tra loro: "Attento, ci sono due musulmani dietro di te, spero non siano terroristi. Hanno un bambino, ma non si sa mai".

Nada, italiana, ma convertita all'Islam, riceve regolari insulti su Facebook "Vergognati, i tuoi nonni si rivolteranno nella tomba. Ma come si fa a convertirsi all'Islam, questa pseudo-religione di odio, di morte e mortificazione della donna. Lei e i quattromila che cambiano religione ogni anno nel nostro Paese siete dei subdoli dementi"

Chaimaa Fatihi, 24enne italiana d'origine marocchina, studia Legge a Modena ed è membro attivo dei Giovani musulmani d'Italia. Da qualche settimana, la studentessa ha cominciato a raccogliere le loro confidenze, in una sorta di "Diario delle Discriminazioni": "Per me è un dolore continuo ascoltare queste storie, tutte le ragazze che mi contattano sono e si definiscono italiane.
"La loro sofferenza è sentirsi rifiutate nel proprio Paese. Sono vicende tutte simili che si ripetono. Ci si sente estranee, ferite. Sono cicatrici che rimangono per sempre addosso. Come se tutto ciò di terribile che accade nel mondo fosse colpa nostra e del nostro essere semplicemente delle giovani musulmane italiane"

Fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2017/11/17/news/chaimaa_e_le_umiliazioni_delle_musulmane_d_italia_siete_tutte_figlie_di_bin_laden_-181332253/

venerdì 17 novembre 2017

Oggi non mettiamo più al mondo neonati, ma bambole con cui giocare o per ricattare coniugi. E quando non ci servono più o ci danno fastidio le abbandoniamo o le uccidiamo


L’uomo avrebbe ammazzato la piccola Luna dopo due soli giorni dalla sua nascita perché la bimba non smetteva di piangere

Il giovane teneva in braccio sua figlia dopo che la mamma, Karen Bissett, 21 anni, era andata a letto per riposare un po'. Luna però non ne voleva sapere di dormire e il padre, colto da un raptus l'ha colpita con diversi pugni alla testa.

Deane aveva poi fatto finta di nulla, rimettendo la bimba moribonda nella sua culla. Il giorno dopo aveva detto alla compagna che la figlioletta era caduta e la donna l'aveva immediatamente portata in ospedale. Vedendo le condizioni della piccola i medici avevano subito sporto denuncia, così poco dopo il padre aveva confessato.
Luna era morta dopo tre giorni dal ricovero

fanpage.it/la-neonata-piange-il-padre-le-da-un-pugno-e-la-uccide-in-carcere-uccidono-anche-lui


E' stato condannato a 18 anni di carcere Matthew Scully-Hicks, il 31enne colpevole di aver ucciso la bimba di 18 mesi adottata insieme con il marito Craig.

L'ex istruttore di educazione fisica ha ucciso la figlia facendola sbattere violentemente contro una parete, provocandole diverse fratture. Poi l'ha lasciata agonizzare per quattro giorni prima di chiamare i soccorsi.
Secondo gli inquirenti, Elsie era già stata portata in ospedale con diverse fratture ed abrasioni, ma i medici non avevano dato troppa importanza a queste ferite, credendo alla versione raccontata dai genitori. Neanche i servizi sociali di Vale of Glamorgan, nel Galles, si erano accorti delle violenze subite dalla bambina, anzi, erano stati proprio loro ad approvare l'adozione della piccola, circa due settimane prima del decesso. Adesso, anche loro sono finiti sotto inchiesta.
Il 31enne Scully-Hicks ha negato in sede processuale di aver commesso il delitto, ma per incastrarlo sono bastate gli sms inviati dall'imputato al marito, in cui descriveva la piccola come un demonio: “Sinceramente è Satana vestito da bambina. Si è appena scolata mezza bottiglia di latte e ora strilla che ne vuole ancora” oppure “Si sveglia ogni notte ad intervalli regolari, vuole soltanto il ciuccio e attenzione, è una vera e propria diva”

http://www.today.it/rassegna/uccide-figlia-adottiva-satana.html

domenica 5 novembre 2017

La verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. E ancora una volta se cercate il colpevole, non c'è che da guardarsi allo specchio


"Buona sera, Londra. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione: Come molti di voi, io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione; ne godo quanto chiunque altro.
Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta, vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno, ahimè, sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.
Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati.
Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità.
E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere e sottomettervi.
Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole, non c'è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l'avete fatto: So che avevate paura, e chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie: C'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso.
La paura si è impadronita di voi, e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all'attuale Alto Cancelliere. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso e obbediente consenso.
Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: Sono prospettive.
Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre.
Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, a un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato"

Tratto dal film: V per Vendetta youtu.be/ajfEW3Fuo7o

mercoledì 1 novembre 2017

Prima delle zucche c'erano le castagne. Ogni primo Novembre i Giovani di San Giovanni Bosco festeggiano "Il Miracolo delle castagne"


Quando ancora non c'era la “Festa della Santa Zucca”, i Cristiani celebravano la festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Fedeli Defunti.
In Piemonte c'era una bella tradizione: Nel periodo di Ognissanti le famiglie festeggiavano con caldarroste e vino nuovo.
E anche don Bosco lo voleva fare. 
Nel 1849, quando il suo Oratorio era nuovo nuovo, Don Bosco portò tutti i giovani interni ed esterni dell'Oratorio al cimitero a pregare per i defunti. «Al ritorno, castagne per tutti!» aveva promesso don Bosco. Mamma Margherita ne aveva comperati tre sacchi, ma pensando che il figlio ne volesse solo una manciata per divertire i giovani, ne aveva messe a bollire solo poche.
I ragazzi si stavano già accalcando alla porta della Chiesa di S. Francesco. Don Bosco si mise alla soglia per fare la distribuzione. Buzzetti versò la pentola dentro un cestello e lo teneva fra le sue braccia.
Don Bosco credendo che sua madre avesse fatto cuocere tutte le castagne comperate, riempiva il berretto che ogni giovane gli sporgeva. Buzzetti, vedendo che ne dava troppe a ciascuno, gridò: «Don Bosco, se continua così, non ce n'è neanche per metà!»
«Ma va» rispose don Bosco «ne abbiamo comperati tre sacchi». Tuttavia don Bosco, rincrescendogli diminuire le porzioni, gli disse tranquillamente: «Continuiamo fin che ce ne sarà». E continuava come prima. Finché nel canestro non vi fu più altro che la porzione per due o tre. Solo una terza parte dei giovani aveva ricevute le sue castagne, ed erano almeno 600. Alle grida di gioia successe un silenzio di ansietà, poiché i più vicini si erano accorti che il cesto era quasi vuoto. 
Che fare? Don Bosco non si sgomentò: «Le ho promesse ai giovani e non voglio mancar di parola». E riprese la distribuzione
Qui incominciò la meraviglia. Buzzetti era come fuori di sé. Don Bosco calava il mestolo nel canestro e lo ritraeva traboccante; mentre la quantità che rimaneva nel cesto sembrava non diminuisse. Ne ebbero tutti a sazietà.
Quando Buzzetti portò il canestro in cucina vide che dentro c'era ancora una porzione, quella di don Bosco. La Madonna gli aveva tenuto la sua parte.

Fonte: biesseonline.sdb.org/editoriale.aspx?a=2017&m=10&doc=9590

lunedì 30 ottobre 2017

Non festeggio Halloween perchè sono Cristiana. Però guardo il nuovo video di Taylowr Swift che è STRAPIENO di rituali satanici


Vi è piaciuta la seconda stagione di Stranger Things? Siete andati a vedere al cinema la nuova versione di IT? Tra ragni giganti, pagliacci assassini, possessioni demoniache, sangue, violenza e poteri sovrannaturali ricorda quasi una puntata di American Horror Story. O di Walking Dead. O magari del Trono di Spade.

Però domani è Halloween, e noi non festeggiamo Halloween. Il 31 ottobre. Tutti gli altri giorni, invece si.

Non solo, ma tutto l'anno indossiamo con nonchalance t-shirt con teschi, stelle a cinque punte, come fedez abbiamo le braccia ricoperte di tatuaggi satanici... Ops, scusate, volevo dire tribali, zaini, borse, cappelli, felpe con simboli di morte, sangue, sesso, e...
Però domani è Halloween, e noi non festeggiamo Halloween.
Sapete una cosa? Andatevene tutti al diavolo (Giusto per rimanere in tema). Domani se e vado a divertirmi con i miei amici, e se nessuno organizza niente rimarrò in casa a guardarmi:
- Il Corvo
- The Nightmare before Christmas
- Il Mistero di Sleepy Hallow
- La sposa cadavere
- Beetlejuice
- Hocus Pocus
- La famiglia Addams
-Young Frankenstein
- The Rocky Horror Picture Show
- Gremlins
- Frenkenweenie
Alla faccia vostra

Leggi anche: neovitruvian.wordpress.com/2017/09/04/il-significato-occulto-di-look-what-you-make-me-do-di-taylor-swift